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PALLAVOLO CELADINA: Intervista a Chiara Cortesi

 
Con l’anno nuovo e nell’imminenza della ripresa del campionato dopo la sosta natalizia, riprendono le interviste. Con Chiara, la schiacciatrice di “riserva” della squadra, è l’occasione per parlare un po’ di lei e sui mali di cui soffre la squadra che ancora stenta a decollare, a giudicare dall’ultima sconfitta che la vedeva impegnata in casa del Visco Milano-Lampugnano, e in attesa di verificarne la consistenza con gli scontri diretti del 6 gennaio (in casa contro il Valbrembo per un derby molto sentito e atteso) e del 10 gennaio a Rovato.

Chiara, parlaci di te…
-Sono Chiara Cortesi, sono nata ad Alzano Lombardo il 19 agosto del 1983; ho iniziato a giocare a pallavolo a 14 anni nella fila dell’Excelsior-Grizzly, ho fatto i primi anni e sono cresciuta lì. A 16 anni sono andata a giocare in III Divisione a Curno e lì ho conosciuto Daniela Barcella, e ho giocato con lei. Ho fatto un altro anno sempre all’età di 16-17 anni, facendo tutta la trafila del Curno, e poi sono passata al San Tomaso (nda: squadra del quartiere di Bergamo, il San Tomaso de’ Calvi giocava alla Grumellina), e dopo una buona stagione al San Tomaso ho smesso per andare a studiare a Firenze, dove sono restata tre anni: studiavo design industriale. Al termine degli studi sono tornata a casa dove ho rivisto Daniela che mi ha chiesto se volevo provare qui alla Celadina, dove serviva una giocatrice; ho provato e mi hanno presa come tredicesima, e nel corso dell’anno siamo diventate dodici, ho disputato il campionato di Serie C con loro (nda: il primo anno di Serie C dopo la stagione dell’ultima promozione, stagione 2006-’07…). L’anno scorso ero al Gorle, dove non mi sono trovata bene: le ragazze erano buone, ma le mie aspettative non hanno coinciso con quella che è stata l’annata. Così l’estate scorsa ho chiesto se potevo tornare qui, ad allenarmi e giocare con questo gruppo che a me è sempre piaciuto. E sono qua! A dare una mano alla squadra…Il gruppo è bello, gli allenamenti anche…

Allenatori che ricordi con piacere?
-La prima, è stata una donna, Silvia Bugini, e di lei ho un ricordo piacevole. Di altri non è che mi sia rimasto dentro granchè. Tutti con autorità importanti, diciamo, però…

A proposito di allenatori: quanto è più importante, la bravura di un allenatore o l’amalgama di una squadra?
-Io direi al 50-50, nel senso che l’allenatore è fondamentale, e i meriti vanno divisi con una squadra che deve essere in forma e ben preparata, ma che deve portare in campo gli insegnamenti dell’allenatore.

E di Giò cosa dici?
-Giò lo stimo, è anche per lui che ho voluto tornare qua a dare una mano alle mie compagne. E’ un bravo allenatore, l’ho sempre stimato; ha un bel caratterino, ma ha la mia stima, sicuro (nda: domanda anche “provocatoria”, specie dopo la “camera di consiglio” al termine di un allenamento, che è durata circa un’ora). Ci sta che ci abbia “rimproverato” stasera (nda: l’intervista è stata effettuata il 23 dicembre), perché se c’è qualcosa non va e ci sono delle problematiche in squadra, è giusto parlarne per chiarire ed è sempre meglio parlarne, però va bene così.

In concreto, cosa non è andato nella partita di Milano?
-E’ scesa in campo una squadra spenta, noi, e non siamo riuscite a reagire: non eravamo noi, non era il vero Celadina.

Aldilà della sconfitta, come hai visto la squadra dall’inizio di campionato a oggi?
-La squadra sta procedendo bene, deve solo trovare più convinzione e più grinta; sul piano fisico siamo messe bene. Il livello tecnico è magari da migliorare, ma nel complesso la squadra va molto bene e non può fare altro che crescere.

A questo punto del torneo, vuoi sbilanciarti sulle previsioni?
-No, non me la sento!

Infine, quali sono i tuoi obiettivi?
-Dare il massimo per la squadra e aiutarla ad arrivare all’obiettivo.

Che, aggiungo, dovrebbe incominciare con la lettera B…L’unica lettera di cui è composta la parola dell’obiettivo finale! Ci sarà da lottare e sudare, ma dalla “camera di consiglio” –siamo sicuri- è uscita una squadra ancora più rafforzata e decisa a lasciare un’impronta al torneo. E con l’aiuto di Chiara, il fine non potrà essere che lieto. Almeno questo è l’augurio, anche per un buon 2009!



Beltramelli Edoardo


Tratto da www.pallavoloceladina.it

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